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Per amore del Cinema. Intervista ad Andrea Bocelli

Autor: Karolina Chymkowska
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E’ amato in tutto il mondo non solo per la sua bellissima voce di velluto, ma anche il innegabile fascino. Andrea Bocelli dimostra che il cinema si può degustare con tutti i sensi – non necessariamente con la vista. La sua voce, quando parla, e affettuosamente melodica, con un gentile sorriso in sottofondo.

Abbiamo parlato a proposito della creazione del album Cinema, composto da nuove interpretazioni delle piu’ famose colonne sonore di tutti i tempi. 

 

Per prima cosa, vorrei sapere quale fosse la base per scegliere le colonne sonore per questo album. Una questione di musica, di sfida musicale, o forse questi sono dei film che portano con sé un valore sentimentale per lei? Tra tutti questi, qual è il suo film preferito e perché? Quale brano è stato il più difficile da interpretare?

Non ho mai fatto mistero del sogno di realizzare un progetto discografico legato alle colonne sonore: ritengo sia una sorgente artistica privilegiata, molto creativa… Con Cinema ho dunque concretizzato un desiderio che mi accompagnava da decenni. Tutti i brani presenti nell’album hanno personalmente un forte valore sentimentale: ho selezionato i brani che più ho amato, che hanno segnato la mia vita, che mi hanno fatto commuovere, divertire, innamorare.  Quanto ai miei film preferiti, ho amato molto, in gioventù, le commedie musicali con Frank Sinatra. Sulle difficoltà, ciascun brano ha le proprie. Posso però evidenziare come alcune canzoni (come Maria, Music of The Night, Be My Love ed altre) siano particolarmente congeniali alla mia voce, mettendo in evidenza al meglio le peculiarità del mio strumento.

Come potrebbe descrivere lo scopo di questo album? Certo è un omaggio al cinema, alla sua storia e alla sua evoluzione, ma forse anche qualcosa di più? Probabilmente ci sono tanti giovinetti che non conoscevano prima Top Hat o Il dottor Zivago, però di certo conoscono Andrea Bocelli (e Ariana Grande, di certo). Crede che tramite questo progetto è stato possibile incoraggiare nuovi persone a esplorare la storia del cinema?

Se i film sono la “fabbrica dei sogni”, la musica che li sostiene, dei sogni spesso custodisce e concentra tutta la magia e la vitalità sentimentale: penso che sia importante tornare a rendere onore a queste pagine e dunque ai capolavori cinematografici che le hanno ospitate. Peraltro la tecnologia d’incisione ha compiuto in questi ultimi anni passi da gigante. Innovazioni che consentono di registrare a livelli di purezza e chiarezza fino a poco tempo fa inauditi, dando nuova linfa vitale ai brani che tutti noi conosciamo e amiamo.

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Cosa significa, per lei personalmente, l’amore del cinema o forse, per essere più specifici, un film in particolare? Come vive queste emozioni e come invocarle nella musica?

In molti casi ho conosciuto prima la colonna sonora e solo più tardi la pellicola. Per la mia fantasia, la musica portava con sé delle storie, degli affreschi emotivi, magari differenti da quello che – come poi scoprivo successivamente – l’intreccio narrativo del film proponeva. Si tratta di una prova in più del fatto che la musica da film, quando di qualità, sia capace di svincolarsi, mettere le ali e brillare di luce propria. Misurarsi con grandi successi interpretati da voci eccelse quali quelle di Frank Sinatra, Mario Lanza e tanti altri, è stata una responsabilità non da poco, dunque mi sono avvicinato ad un simile repertorio con grande attenzione ed umiltà. Insieme ai miei collaboratori abbiamo ascoltato le versioni originali e le edizioni più note dei singoli brani, per poi, via via, costruire una mia interpretazione, di pari passo con l’individuazione dell’arrangiamento più adeguato. È mia convinzione che la scelta migliore sia sempre quella che va nella direzione del rispetto dei linguaggi. Non ha senso stravolgere ciò che, in passato, immensi artisti hanno già messo a fuoco e risolto, riscuotendo successi eclatanti, nel mondo…

Ogni persona ha probabilmente un film della sua vita. Per me è C’era una volta in America. Adoro Sergio Leone, ma questo e di certo il suo capolavoro. Non mi dimenticherò mai di tutte le emozioni vissute durante un concerto di Ennio Morricone qui a Polonia, quando sentii i primi tatti di Deborah’s Theme. Niente meno di magia pura e propria. Lei è in grado di indicare un momento altrettanto importante nei suoi rapporti col cinema?

Come già accennato, sovente è capitato che io conoscessi ed amassi dei brani, inizialmente non sapendo neppure che fossero tratti da celebri pellicole… Negli anni, ho poi colmato questa lacuna. Da bambino subivo il fascino degli eroi che piacevano ai miei genitori, ad esempio la coppia Fred Astaire e Ginger Rogers… Ero ragazzino, quando mi innamorai di un film italiano (diretto da Lina Wertmüller) e della sua protagonista, l’attrice Mariangela Melato. Ricordo bene come, insieme al passaggio dall’infanzia all’adolescenza, siano anche cambiati radicalmente i miei gusti, in merito alle pellicole: da quelle di guerra (che mi davano l’opportunità di essere l’eroe che puntualmente vinceva sui cattivi), crescendo, mi sono sempre più orientato sui film d’amore.

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Dal suo punto di vista, qual è il più significativo contributo dell’Italia nel cinema mondiale e nella sua storia?

Credo che la fantasia e la creatività italiana si siano espresse ad altissimo livello anche in quest’arte, dando un contributo essenziale alla storia del cinema. A proposito, mi fa piacere rimarcare con soddisfazione il fatto che nel disco sia presente tanta italianità, espressa nella generosa musicalità della mia lingua (in grado di impreziosire anche pagine originariamente concepite in altri idiomi) e di compositori compatrioti: italiani, da Nino Rota a Ennio Morricone e Nicola Piovani, o di origini italiane, come Francis Lai ed Henry Mancini.

Sono certa che non era per niente facile limitarsi a queste prescelte colonne sonore. Se fosse stato possibile, vorrebbe aggiungere ancora altri titoli specifici? Considera possibile l’idea di continuare il progetto con una seconda parte in futuro?

Mai dire mai. In effetti, la selezione è stata davvero ardua. Abbiamo ascoltato e valutato centinaia di brani, attingendo ad un repertorio immenso, senza porci limiti di tempo e di luogo. Abbiamo continuato a scremare, fino a individuare le pagine che in assoluto più mi emozionavano. Però ci sono senz’altro alcune canzoni che abbiamo lasciato fuori dal progetto proprio a malincuore…

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Lei ha concertato in tutto il mondo, anche nei posti noti dal punto di vista storico e culturale. Potrebbe indicare un concerto particolarmente importante per lei proprio grazie al genius loci del posto nel quale si è svolto?

Ho tenuto concerti in tutto il mondo, e spesso il palcoscenico era immerso nella bellezza di scenari particolarissimi, dalle Piramidi al Colosseo, alla Statua della Libertà, e posso dire che ogni performance è stata importante, ogni palcoscenico mi ha emozionato. Ci sono eventi e circostanze che ricordo prima degli altri, ad esempio il mio debutto lirico (nel 1994, nel Macbeth di Verdi), oppure la mia prima volta al “Metropolitan” di New York, o ancora il concerto in Central Park… Però ogni concerto ha avuto la sua importanza e la sua bellezza. Una carriera è come una casa fatta di tanti mattoni, ciascuno dei quali ha una propria funzione essenziale, altrimenti la casa rischia di crollare. Un’emozione del tutto speciale mi ha percorso, in genere, in tutte le occasioni in cui che ho avuto l’immenso privilegio di cantare di fronte a Papa Giovanni Paolo II, a Papa Benedetto XVI, a Papa Francesco…

AB CINEMA COVER 1500x1500La tracklist del disco Cinema di Andrea Bocelli:

MARIA (da ‘West Side Story’)

LA CHANSON DE LARA (da ‘Dottor Zivago’)

MOON RIVER (da ‘Colazione da Tiffany’)

E PIU’ TI PENSO (da „C’era una volta in America/‘Malèna’)

BE MY LOVE (da ‘Il pescatore della Louisiana’)

THE MUSIC OF THE NIGHT (da ‘Il fantasma dell’Opera’)

BRUCIA LA TERRA (da ‘Il Padrino’)

POR UNA CABEZA (da ‘Profumo di donna’)

NO LLORES POR MÍ ARGENTINA (da ‘Evita’)

L’AMORE È UNA COSA MERAVIGLIOSA (da ‘L’amore è una cosa meravigliosa’)

MI MANCHERAI (da ‘Il Postino’)

CHEEK TO CHEEK (da ‘Cappello a cilindro’)

SORRIDI AMORE VAI (da ‘La vita è bella’)

HISTORIA DE AMOR (da ‘Love Story’)

OL’ MAN RIVER (da ‘Show Boat’)

NELLE TUE MANI (NOW WE ARE FREE) (da ‘Gladiatore’)

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